Il coniuge non vuole separarsi: che fare?

L'evento della crisi coniugale coinvolge emotivamente le persone a 360 gradi.

E' facile pertanto che una delle due parti, non accettando la fine del rapporto affettivo, mostri di non accettare neppure una ipotesi di separazione. La classica frase è “non te lo do il divorzio” e spesso questa frase mette in crisi chi ha già deciso di interrompere la relazione.

È bene pertanto razionalizzare la situazione pensando che tale frase (“non te lo do il divorzio”) appartiene più ad una cultura cinematografica americana. In Italia infatti non funziona così (ma neppure in America).

Se una parte si ostina a non intraprendere una via consensuale, l'altra può sempre far ricorso al giudice chiedendo una separazione giudiziale (o successivamente un divorzio giudiziale) specificando le ragioni che lo hanno portato ad un contenzioso e non ad un accordo.

Tra l'altro dimostrare l'ostinazione del partner nel non trovare un accordo consensuale, se dimostrato al Giudice può determinare anche la condanna alle spese processuali. Sarà poi compito dell'avvocato di chi procede con la giudiziale dimostrare questo al Giudice.

Ostinarsi quindi in un no senza valide motivazioni può essere anche un boomerang ed è sempre preferibile mettersi nella condizione di “limitare il danno”. Anche se si pensa di avere ragione.